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mercoledì 2 marzo 2011

Pizza di polenta tricolore....condivisioni...

Ieri ho macinato strada, come un aratro. Il mare da qui me lo sogno, non arriva neanche il suo profumo o qualche lento gorgoglio di onde tra gli incavi degli scogli. Qui e là vedi qualche gabbiano di città che vola strillando mentre vira tra un semaforo e l'altro. Ma quando T. mi insegna a pescare mi dice sempre che il mare ce l'abbiamo dentro, chi è nato qui se lo porta dove va, come la propria lingua ed il pensiero. Piove da quando sono salita, il cielo si tinge dello stesso colore ogni mattina, sembra triste e pensieroso e quando pensi che sei riuscita a tirargli un pò su il morale, comincia a piovere della grossa e ti tocca trovar l'ombrello di corsa se no finisce che il mare non lo vedo ma per arrivare a casa devo nuotare.  Sono andata alla Biblioteca di studi Meridionali a rovistare tra vari documenti per un lavoro sull'Unità d'Italia appunto, ho attraversato mezza città arrancando tra i sanpietrini bagnati e le pozzanghere giganti. Quando si entra in una biblioteca c'è un che secondo me di spirituale, un'altra porta, sulla condivisione di conoscenza, sul mettere in circolo piccole isole di sapere che smettono di essere astrazioni e si trasformano in sostanza.
Così sbircio nell'emeroteca e mi trovo a sfogliare vecchi annali, a gustare un libro edito nel '78 e volto piano, rispettosa, i fogli sottili come carta pergamena, e seguo le lettere, i concetti scritti da qualcun altro prima di me, ne seguo i fili e li riannodo con altri volumi ed altri ancora,  così comincia a delinearsi un pensiero, attraversola scoperta, la condivisione e la partecipazione..

PIZZA DI POLENTA TRICOLORE



Ingredienti:

250 gr. di polenta
3 pomodori tondi
1 mozzarella di bufala
4 funghi champignons
1 c.no di pesto alla genovese
1 mazzetto di rucola fresca
(erbette tritate)
sale,
olio extravergine d'oliva
aglio
e pepe

Il procedimento è veloce veloce allora: preparate la polenta base come al solito, io c'ho aggiunto nell'acqua del sale aromatizzato con erbette tritate di campagna. A cottura avvenuta stendetela sulla teglia già oleata e aspettate che si freddi.
Ho fatto un battuto di olio aglio e  pepe, tipo pinzimonio e ho lasciato a riposare per un pò gli champignons affettati.


Sulla polenta ora freddata potete stendere lo strato di pesto alla genovese, e cominciare a disporre partendo dal centro a cerchi concentrici  i pomodori rossi a fette, poi gli champignons. Infornate per una decina di minuti poi cacciate nuovamente la teglia e aggiungete all'ultimo i fiocchi di mozzarella di bufala e la rucola.


Non potevo che servirla con un filo di buonissimo e fruttato olio extra vergine d'oliva salentino :)

baci



















Con questa ricetta partecipo al fantastico contest di Antonella sull'Unità d'Italia

giovedì 20 gennaio 2011

Riso al pesto e lime ..colorate scadenze

Sono tornata da poco ho ancora il rumore della città addosso, quello che ti sveglia con tumptum  vsssssspapaCHEèahhhhh rapataOKKhiiiitum tantocCIAAAtocvssss o qualcosa del genere ... a dire il vero me ne ero davvero scordata del chiasso, dei rumori frenetici e metallici, dell'aria un pò appesantita, dei parcheggi creativi ...nella grande città si cammina con colorate scadenze, se ne sente il profumo e se ne saggia il peso camminando per strada o salendo veloci e in maniera rocambolesca sul 38 in corsa.. Le scadenze si colorano di più quando c è di mezzo un evento importante, allora senti i tuoi che ti chiamano esagitati per fare il biglietto, le tue cugine che ti chiamano pure loro agitatissime a scadenza di minuti... i libri sembrano pesanti da sfogliare come macigni e le giornate davvero troppo corte, che non basta il tempo e tocca ancora scrivere, e poi la sospensione in biblio per le tessere di dicembre, parole da macinare che abbiano un senso corretto sul foglio bianco, parlare con il tipografo e i relatori... così per strappare un sorriso tardouniversitario  ho fatto questa ricetta per un'amica con un pescetto tutto arancio e una barchetta colorata che alla scadenza ci fa una pernacchia  ....

RISO AL PESTO E LIME


Ingredienti :

300 gr di riso parboiled
3 cucchiai di pesto alla genovese
1 buccia di lime
1 pezzetto di carota
succo di limone o lime
pepe nero
olio evo
sale qb

Lessare il riso con un goccio di olio evo nel frattempo sistemare i cucchiai di pesto genovese in una terrina e stemperarli con l'acqua di cottura del riso. Sistemare il riso una volta scolato e aggiungere il succo di limone  e la buccia grattugiata . Mescolare bene, in modo che tutto sia omogeneo  e servire ..


Gustare con un'amica e sorridere di cuore perchè ci si può riuscire :)

mercoledì 8 dicembre 2010

Patate al forno con pesto e caciotta dolce.....i colori del Natale...

Sono cresciuta in un paese di mare e qui mi ritrovo dopo un pò di anni.
La marina nell'autunno si addormenta, silenziosa e schiva, riprende il suo letargo. Chiude gli occhi per il lungo inverno e a parte qualche tedesco che gironzola frastornato, si sente sul lungomare solo il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli e il vociare dei pescatori che scendono a terra dalle loro piccole barche al tramonto con i secchi e le loro canne cariche di pensieri.
Ho sempre pensato che il Natale riservasse dei colori speciali per ogni persona nei diversi momenti della propria vita. Da piccola il mio Natale si tingeva di  azzurro, azzurro come l'acqua di mare, che a trenta metri dalla riva sembrava entrarti dentro casa, azzurro come la lana che tesseva mia nonna A. piegata davanti al camino,  mentre con gli occhi umidi di ricordi mi raccontava antiche storie e leggende, azzurro  come il piatto di limoge con gli antipasti di mozzarelle a stelline che come una magia apparivano per la vigilia.
D'inverno ero solita, al pomeriggio dopo i compiti, sdraiarmi sull'orlo dello stagno, tutta imbacuccata con Matisse la mia gatta nera a guardia della mia incolumità, accoccolata a farmi le fusa sulla pancia. Era il tempo in cui delle rane erano venute solitarie ad abitarvi e ogni tanto si sentivano gracidare nonostante fosse tempo di letargo. Me ne stavo lì per un bel pò con gli occhi aperti scrutando il cielo immenso. E ogni volta mi stupivo di quante forme potesse avere una nuvola coperta di azzurro, ora un grande stivale, poi una quercia, una casetta con due bambini.
Osservavo i piccoli greggi che placidi segnavano la pioggia all'indomani e rimanevo incantata a sognare, accarezzando di tanto in tanto la mia bella gatta, finchè mia nonna ad un certo punto sbucava dall'uscio della nostra piccola casa bianca come il latte e inoltratasi sul viale mi chiamava a gran voce. Di corsa prendevo in braccio Matisse e  la seguivo verso casa. Ricordo il suo viso dolce, con le gote tonde e rosse, nascoste dietro il fazzoletto scuro, la sua postura curva e gracile come le campanule bianche all'imbrunire, la sua mano ossuta che teneva la mia, mentre sorridenti cercavamo delizie di patate da gustare vicino al camino.
Lo scoppiettio dei tizzoni ardenti segnavano quei minuti come importante rituale, poi come una chiromante toglieva dalla cenere calda le patate lasciate a cuocere lente e con un soffio toglieva via la cenere rimasta. Le sbucciava piano, perchè avevamo tutto il tempo del mondo, come se non scottassero neanche, eppure ricordo ancora il fumo fluire lento in controluce tra le sue mani. Mi raccontava della vecchia petroliera affondata durante la guerra e dell'angelo caduto, del Natale del 1943 e del mare senza fondo, poi me ne rompeva un pezzo e me lo porgeva come dorata pepita.
 Sdraiata sulla grande poltrona di vimini con le mie scarpette rosse sul camino, saggiavo concentrata quella delizia e le facevo domande e ne seguivo i lenti gesti. Matisse continuava a far fusa e fuori dalla finestra di legno potevo ammirare quel manto azzurro che si preparava a vestirsi di stelle. Si, questo è il colore del mio Natale.





PATATE AL FORNO CON PESTO E CACIOTTA DOLCE

Ingredienti:

4 grandi patate a pasta morbida
50 gr burro
10 gr di pesto genovese 
50 gr. di caciotta dolce




Prendete le patate e pulitele bene sotto il getto d'acqua aiutandovi con uno spazzolino . Poi ponetele su carta oleata per circa 40 minuti a temperatura 180° , spennellate di burro e versate nella teglia un pò d'acqua.



Quando vedete che la pasta è abbastanza morbida e la forchetta non fa resistenza, cacciatele dal forno e con un coltello segnate una croce e accennate a sbucciarle con delicatezza. Con un cucchiaino cominciate a scavare al centro fino a creare una conchetta.




Mettete a sciogliere il burro rimasto e spennellatele bene anche all'interno della conca, poi aggiungete il pesto alla genovese e pezzetti di caciotta. Infornate a 180°, dopo 15 minuti sfornate e servite ben calde.




...che sia una buonissima notte stellata....

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