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domenica 12 giugno 2011

Barchette di limone e tonno....piccole tradizioni..

Il cielo di Roma continua ad essere capriccioso, ti prende in giro. La domenica è d'obbligo con le amiche andare al parco vicino casa, stendere i larghi foulard di lino colorati, quelli comprati a 7.00€ dalla baracchetta dell'indiano vicino al giornalaio, potarsi dietro qualche buon libro, chiudere dentro al cassetto i pensieri neri e godersi una giornata sotto il grande albero che solleticato dal vento disperde petali bianchi. Questa Domenica c'era il referendum di mezzo, allora abbiamo anticipato al sabato, ma il cielo della  fa le bizze, ti fa gli scherzi, ti solletica con caldi raggi di sole e poi scroscia l'acqua..
Quindi abbiamo ripiegato a casa. Sulla strada un fiumiciattolo di acqua piovana dava il benvenuto alle tre viandanti, scorreva senza fretta sui mattoncini grigi che un tempo penso siano stati bianchi.
Quando ero piccola e pioveva, mi sedevo sui tre scalini rossi dell'ingresso di casa sotto il grande arco e stavo lì rannicchiata ore ad osservare il fiume che si ingrandiva ad un passo da me. Poi la mia cara nonna veniva a prendermi e dalla grande tasca del grembiule blue mi porgeva la metà di un gheriglio di noce:"E' una barchetta che porta un desiderio".
La nostra piccola tradizione era quella di poggiare la barchetta con attenzione perchè non si rovesciasse ed esprimere il desiderio, vederla navigare placida e serena sul veloce corso di una speranza...


BARCHETTE DI LIMONE E TONNO


INGREDIENTI:2 limoni
capperi
prezzemolo
2 cucchiai di philadelfia light
1 scatola di tonno al naturale
4 cucchiai di ricotta
pepe nero
olive verdi
sale qb

Tagliare a metà i due limoni e lavorare con un coltello o con lo scavino l'interno in modo da pulirli per avere solo la buccia integra. Nel frattempo in una terrina tagliare a pezzetti il prezzemolo e le olive verdi sgusciate, aggiungere il tonno e i pepe, salare e mescolare bene con i cucchiai di ricotta e philadelfia, che chiaramente potrete aumentare o diminuire a seconda del gusto.
Riempire le barchette con la crema ricavata e decorare ciascuno con un'oliva verde. Far riposare in frigo e servire freddi .
Mangiandoli potete esprimere un desiderio!;) 
con questa ricetta partecipo a:





giovedì 20 gennaio 2011

Riso al pesto e lime ..colorate scadenze

Sono tornata da poco ho ancora il rumore della città addosso, quello che ti sveglia con tumptum  vsssssspapaCHEèahhhhh rapataOKKhiiiitum tantocCIAAAtocvssss o qualcosa del genere ... a dire il vero me ne ero davvero scordata del chiasso, dei rumori frenetici e metallici, dell'aria un pò appesantita, dei parcheggi creativi ...nella grande città si cammina con colorate scadenze, se ne sente il profumo e se ne saggia il peso camminando per strada o salendo veloci e in maniera rocambolesca sul 38 in corsa.. Le scadenze si colorano di più quando c è di mezzo un evento importante, allora senti i tuoi che ti chiamano esagitati per fare il biglietto, le tue cugine che ti chiamano pure loro agitatissime a scadenza di minuti... i libri sembrano pesanti da sfogliare come macigni e le giornate davvero troppo corte, che non basta il tempo e tocca ancora scrivere, e poi la sospensione in biblio per le tessere di dicembre, parole da macinare che abbiano un senso corretto sul foglio bianco, parlare con il tipografo e i relatori... così per strappare un sorriso tardouniversitario  ho fatto questa ricetta per un'amica con un pescetto tutto arancio e una barchetta colorata che alla scadenza ci fa una pernacchia  ....

RISO AL PESTO E LIME


Ingredienti :

300 gr di riso parboiled
3 cucchiai di pesto alla genovese
1 buccia di lime
1 pezzetto di carota
succo di limone o lime
pepe nero
olio evo
sale qb

Lessare il riso con un goccio di olio evo nel frattempo sistemare i cucchiai di pesto genovese in una terrina e stemperarli con l'acqua di cottura del riso. Sistemare il riso una volta scolato e aggiungere il succo di limone  e la buccia grattugiata . Mescolare bene, in modo che tutto sia omogeneo  e servire ..


Gustare con un'amica e sorridere di cuore perchè ci si può riuscire :)

martedì 4 gennaio 2011

Polpo con sedano e olive nere...di naviganti e di ricordi...

Sono uscita con T. a pescare, il mare era buono. Sui massi vicino al piccolo porto ci sono i cormorani e qualche gabbiano, silenziosi e austeri come creature di vedetta, a guardia dell'immaginario. Il mare è una tavola, puoi sentire il polpo che si avvicina e ti molla la lenza e qualche pesce che quatto quatto mordicchia l'esca e poi scappa via. Ho provato a fare qualche foto ma è difficile farne di  decenti con la barca in pieno movimento.
Il mare credo aiuti a pensare, non tanto per il fatto di distarre l'attenzione, quanto di convogliarla in un punto preciso.
Sto imparando a pescare, pescare con la lenza, perchè in apnea lo faccio già e me la cavo abbastanza. T dice che lo reggo maledettamente bene il mare.
Mia madre era un'ottima pescatrice di ricci e polpi, nostante il nonno fosse contrarissimo per la posizione della famiglia e perchè in qualche modo non pensava si addicesse a sua figlia. Dico che era un'ottima pescatrice, perchè ora non  ci va più.
La mia bisnonna era una vera e propria leggenda, almeno dai racconti che mi vengono all'orecchio. 


Lei era di ottima e benestante famiglia, ma con vezzi decretati e sprezzanti di amabile irrazionalità artistica che  la portavano a screzi alterni con il marito serioso e altero. La mia bisnonna G. si inoltrava in acqua, coperta dal lungo e ingombrante "vestito da bagno", con in bocca il coltello stretto tra i denti, poi placida si sedeva su uno scoglio a qualche metro dalla riva e cominciava a cercare tra gli incavi, solo con le mani. e con il coltello.
 Dopo pochi minuti, si rialzava tenendo a fagotto parte della gonna, dove aveva riposto il suo bottino di pesca, il necessario per una buonissima zuppa. Era una donna con una volontà forte come le pietre ed uno spirito leggero come l'aria.

Pesco e tiro su  lentamente, penso se qualcosa, da una generazione all'altra, sia stata lasciata anche a me, il briciolo di un ricordo, una piccola particella  di essenza.



POLPO CON SEDANO E OLIVE NERE

500 gr polpo 
2 liomoni
1 bella costa di sedano
metà tazza di olive nere
origano
olio evo
sale marino
pepe

Lessare il polpo con non molta acqua ( mamma di Babette docet: "il polpo si cucina con l'acqua sua stessa") e se non è molto grosso i miei erano mezzanetti potete lessarlo senza stare ad ammazzarvi a tagliarlo a pezzetti prima perchè dopo la cottura risulta bello tenero.


Arrivato a cottura (fate la prova con la forchetta) scolate, fate raffreddare  e tagliate a pezzetti, riponendoli in una coppa e aggiungendo le gustose olive nere. In una tazza bella capiente sminuzzate l'aglio poi un pò di origano l'olio evo e pezzettini di foglie di sedano. Andate ad aggiungere la costa di sedano tagliata a pezzi alla coppa con il polpo e le olive nere. Grattugiate la buccia di un limone e con l'altro ricavatevi delle fette a mezzaluna in modo da guarnire il piatto. Unire la tazza con il condimento e la buccia grattugiata e guarnire.


Ogni mezzaluna un ponte che colleghi un ricordo alla vita.

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