venerdì 18 novembre 2011

Filetti di pangasio impanati e composta di bietina...DOC, DOP O EFFEBBIAI

Sono ancora nella grande città io e la mia gatta nera nella nostra microcasetta, sommerse da libri e da monetine che lei ogni tanto fa uscire da sotto al frigo.
Ora chi l'ha detto che i gatti non assolvono funzioni vitali per l'uomo?!
In una settimana mi ha raccolto cinque euro di spiccetti per casa che di questi tempi buttali via..
Di recente mi toccava comprare la verdura al supermercato e sarà che per metà sono campagnola, sarà che il prezzo di alcune verdure raggiunge cifre per me impensabili ma rimpiangevo i bei vecchi tempi in cui era aperto il fruttarolo.
Ora sto fruttarolo giace chiuso e inerme da più di due anni. Prima il negozio l'ha aperto un ragazzo indiano che ad un certo punto voleva per forza darmi dei cd di musica indiana da ascoltare e portarmi ad una sorta di serata Bollywood o qualcosa del genere (ma purtroppo non so dirvi di più perchè chiaramente non ci sono mai andata) ma era carissimo, poi è passato nelle mani di due polacchi e non era male vendevano anche del vino sfuso che se lo prendevi di martedì ti sembrava meno spunto che di sabato, poi il nulla.
Saracinesca abbassata e cartello vendesi.
Poi qualche giorno fa la resurrezione del FRUTTAROLO, che come promozione dava tutto ad un euro, potete capire che l'ho mezzo svuotato, perciò in sti giorni vi beccherete un sacco di ricette con le verdure .
Detto questo passiamo alle cose serie, facevo la fila e una vecchietta ottantenne con una leggiadria imbarazzante, da dietro me la ritrovo davanti, io non sono la tipa che si incavola e sbraita quando le accadono cose del genere, del resto ero in vera ammirazione per la mossa e il savoir faire della signora.

Signora: " Che se ponno avè quelle noci?"
Fruttivendolo:" Certo signò"
Signora:" Ma semo sicuri che sò bone no?! "
Fruttivendolo:" Eh certo signò queste sò approvate dall'EFFEBBIAI  se nun sò bone ce le ridai!"
Signora: ( rivolta a me) " Vedi Chicca se fà semprebene a chiede nun te devi mai cosà de sta zitta"

:)



Ingredienti:

2 filetti di pangasio
farina di grano duro
sale iodato
chardonnay
olio evo
salsa di aceto balsamico

bietina fresca
tre pomodori
aglio
pangrattato grossolano
alloro
olio evo
peperoncino

Prendere i filetti passarli ben bene nel piatto con la farina di grano duro e il sale.
Pulire la bietina e preparare un soffritto di olio extra vergine d'oliva, peperoncino e aglio, tagliuzzare i pomodori e girare. Dopo  versarci la bietina, l'alloro e una tazzina d'acqua.
Soffriggere il pangrattato grossolano nella padella e aggiungerlo alla bietina a cottura ultimata, non deve esserci l'acqua e la verdura dev'essere bella insaporita.
Prendere il pesce e soffriggerlo in padella con una spruzzata di chardonnay .
Preparare il piatto, con una formina o un coppapasta  sistemare la bietina come composta avendo cura di lasciare lo spazio per il filetto e di spingere bene con la forchetta in modo che la verdura si compatti e mantenga la forma.
Togliere il pangasio impanato e sistemarlo nel piatto, cospargendo la salsa di aceto balsamico. 

giovedì 3 novembre 2011

Risvegli da incubo... ed il lavastorie ovvero vecchio lavaPANNI portato a nuova vita

Apro gli occhi.
L'esame.
zTcaSiMagatyhsdkzolasp!
Devo fare l'esame.
Guardo l'orologio.
La lancetta è sulle 4 e 30.
Non mi sono svegliata.
Mi scaravento giù dal letto, Frida viene catapultata sull'altra piazza e strilla.
Non capisco nulla.
Ho appuntamento tra mezz'ora.
Non ho ripetuto.
Ci vuole un'ora per arrivare in facoltà.
Non ho ripetuto.
Non ricordo nulla.
Mi vesto più veloce di wonder woman, senza però coroncina e microcostume patinato, sicuramente più incicciottita e  invece dello stacchetto musicale parte la ripetizione coatta e ossessiva delle 5 fasi della metodologia e il caso studio sul territorio.
Inforco jeans e la prima maglia che trovo buttata sulla sedia.
Infilo i libri in borsa, chiavi, cellulare.
Non ho ripetuto.
Metto su il cappotto ed esco alla velocità della luce.
Macino strada girando i fogli degli appunti, le 5 fasi della comunicazione integrata.
Arrivo sotto la metro.
E' chiusa.Attimi di panico.
Poi faccio mente locale.
E' notte, non pomeriggio.
L'esame l'ho fatto ieri. Sospiro.E' andato bene.
Torno a casa di corsa salutando l'omino del pane infarinato, che sul retro del forno fuma la sua pausa sigaretta, mentre mi guarda stupito.
"Certo che a volte riesco ad essere proprio un pò idiota" penso, mentre le guance vanno in fiamme.
Così  trovo Frida che pacifica dorme e io mi metto a dipingere il mio vecchio lavapanni per scaricare l'adrenalina che ancora mi scuote il corpo.
:D




Uso il lavastorie come mensolina di traverso alla vasca da bagno, è un'ottima mensolina salva ordine, funziona così:

vedi il LAVASTORIE e ti dispiace metterci tutte le boccette, boccettine e bordelli vari, così ti prendi la briga di riporli nell'armadietto adibito, mentre ti chiedi perchè diavolo ti sia venuto in mente di dipingerlo all'alba, funzionava tanto bene come mensolina SALVA DISORDINE!



PS: funziona anche se non lo si dipinge all'alba! :)

mercoledì 26 ottobre 2011

Ricetta antica di cotognata e frutta secca...piccoli tesori

Mia madre è salita nella grande città per fare ordine nella microcasetta di Babette. A colpi di ramazza, grembiule, sacchi della spazzatura da riempire, cartoni di tutte le dimensioni impilate, scarsa attitudine negoziale, con gesti autorevoli e movenze perentorie comincia a buttar giù l'armadio e fare ordine.
E' questione di metodo.
Il metodo è uno strumento che permette di dare principio e senso ad una situazione complessa.
Il metodo di mia madre è drastico: per fare ordine, bisogna fare una cernita. E' una questone di priorità e non sono ammessi piagnistei.
Così casa è diventata mucchietti di vestiti ormai smessi o mai usati da dare ai poveri. Due sacchi da monito rimangono in silenzio, severi vicino alla porta d'ingresso. Frida si è nascosta sopra la scrivania tra il vocabolario di italiano e quello d'inglese, probabilmente teme anche lei di fare la fine la mia bellissima borsa nera con il profilo di vernice ormai rovinata  passata nel mucchietto pro caritas.
Poi tra mucchi di stoffe e vestiti ritrovo una vecchia sottana nera rubacchiata tanto tempo fa  dal vecchio baule di mia nonna. 
Qualche piccolo tesoro alla fine ci scappa sempre, come aprire la posta e  trovare la mail del blog di Picetto in cui mi faceva notare che non avevo ancora postato la ricetta della famosa cotognata.

COTOGNATA



1kg di polpa di cotogne biologiche
700 gr di zucchero
frutta secca a piacere
cannella
un limone
Pulire le cotogne dal torsolo e dalle eventuali zone nere senza sbucciarli. Fare altrettanto con il limone. Cuocere le cotogne a pezzi e il limone  con pochissima acqua nella pentola a pressione.  Una volta cotta scolare e passare al mixer o al passatutto. Pesare la polpa e versare con il relativo zucchero nella pentola scelta per la  cottura. Lasciare a fuoco spento riposare per una mezzoretta. Quest'operazione serve a far uscire il liquido di cottura della polpa senza l'aggiunta dell'acqua. Mettere sul fuoco e cuocere rimestando di tanto in tanto, facendo ben attenzione che lo zucchero non si attacchi al fondo.
Intanto tritare grossolanamente la frutta secca e tenerla da parte. La cotognata è pronta quando il volume si è ridotto notevolmente, allora si spegne e si  versa la frutta tritata, si mescola il tutto assieme alla cannella e si vanno a riempire gli stampi.
NB: per essere sicuri che la cotognata sia densa bene quando si toglie dallo stampo uso questa tecnica utilizzo lo spargifiamma e  da quando inizia l'ebollizione  rimesto sempre  a fuoco vivace per una mezzoretta . Conservare le forme in luogo fresco e ventilato.

Per la conservazione:
Avvolgere i vari pezzi in carta oleata e tenerlo in luogo fresco non necessariamente in frigo.


Con questa ricetta partecipo al contest





consiglio di gustare i coccolosi pezzi di cotognata con un buon yogi tea d'arancia e cannella, ne ho ricevuto uno comprato a Castroni con la camomilla più coccolosa del mondo !

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