giovedì 29 dicembre 2011

Ravioli di verdura di campagna....Prove tecniche di civile adattamento

A Natale si dovrebbe essere tutti più buoni.
La signora C. ha fatto pace dopo due mesi di arrabbiatura con il signor G. che ora può salutare anche la signorina F. senza remore di sorta. In questo modo il giovane V. ha campo libero in casa dell'innamorata C. anche se lei pensa a R. ma questa è un'altra storia.
Vita di un piccolo paesino.
Anti, il mio cane, lo sa. Si, lo sa che a Natale si deve cercare di essere più buoni. Ha visto Frida nel trasportino e si è accucciato e ha tremato dalla paura battendo i denti.
Noi tutti pensavamo fosse un pò melodrammatica come cosa.
Dopo un pò di titubanze e con la pazienza propria di un angelo è diventato la sua ombra, le fa da baby sitter con l'affetto e la dedizione di un fratello maggiore.
Ora, Frida è ancora confusa in merito allo standard di bontà a cui bisognerebbe attenersi nel periodo natalizio.
Anti da buon ragazzo innamorato non passa ora senza che si faccia zerbino per Frida che per non deludere le aspettative del suo soprannome (Frida Perfidia) si sente in dovere di cercare di essere con lui sempre un pochetto più perfida del solito.

MORALE: quando Anti batte i denti dalla paura forse è perchè vede più lontano.



Ingredienti

per la sfoglia:

400 gr farina 00;
acqua;
 2 uova;

per il ripieno: 

200 gr. di ricotta;
 verdura di campagna o misticanza lessata
un uovo;
noce moscata
pepe bianco;
aglio o cipolla.

Tirare una sfoglia sottile e aiutarsi con il coppapasta per ricavare tanti cerchi.
Prendere la verdura lessata e ripassarla in padella con alloro aglio o cipolla , olio extra vergine d'oliva, sale e pepe. Una volta cotta tagliuzzare la verdura in modo che non sia molto compatta e unire la ricotta con un pizzico di noce moscata, sale e pepe. Amalgamare con l'uovo e lasciare riposare per una decina di minuti. Preparare un composto di acqua e farina in una tazzina, servirà da collante per i due lembi del raviolo.
Con un cucchiaio sistemare un poco del composto al centro di ciascun cerchio ricavato di pasta, sul contorno posizionare un pò di composto d'acqua e farina e stringere bene i due lembi, in modo da avere una mezzaluna di golosissimo ripieno di verdure profumate.
Si possono condire con un semplice burro e salvia, erano buonissimi anche perchè nella verdura c'era del finocchietto selvatico. DA PROVARE.

martedì 22 novembre 2011

Risotto di zucca gialla e vaniglia... i sogni son desideri dal farmacista

Mi sono ustionata.
Sigh.
Diciamo che sospettavo già di non essere molto rappresentativa della fascia tipo "casalinga perfetta" no diciamo che sono più simile alla figurazione sociale "inquilina distratta".

Dal Farmacista:

Io: Vorrei la connettivina.
Lui: Ah mmmh mi sa che è meglio che prendiamo la plus.
Io: Ah perchè la compriamo insieme?! Bello! :)
Lui: Ahahahah no... però devi essere contenta c'è l'argento dentro così disinfetta pure di più.
Io: Ah figo così quando guarisco posso prendere il tubetto ed usarlo come ciondolo.
Lui:?!

Nessuno capisce il mio humour.
Mi era stato regalato una confezione di baccelli di vaniglia provenienti dalle Mauritius come potevo non sperimentarli?!



Ingredienti:

zucca gialla
prezzemolo
aglio
1/2 cipollotto
olio evo
1 pezzetto di baccello di vaniglia
1 c.no di salsa
alloro
vino Fontana candida
brodo vegetale

SI procede come un semplice risotto soffriggere l'aglio e la metà del cipollotto con l'olio extra vergine d'oliva poi mettere l'alloro e un cucchiaino di salsa, aggiungere la zucca a pezzetti e il riso rimestare stemperando con del vino. Spegnere la fiamma e lasciare per una mezzoretta il riso coperto con il coperchio.
Poi riscaldare il brodo e versarlo nella pentola accendendo nuovamente la fiamma, aggiungere un pezzo di baccello di vaniglia e far continuare la cottura .
Una volta cotto, mettere in forma e guarnire con un pezzetto di baccello e prezzemolo tritato.

venerdì 18 novembre 2011

Filetti di pangasio impanati e composta di bietina...DOC, DOP O EFFEBBIAI

Sono ancora nella grande città io e la mia gatta nera nella nostra microcasetta, sommerse da libri e da monetine che lei ogni tanto fa uscire da sotto al frigo.
Ora chi l'ha detto che i gatti non assolvono funzioni vitali per l'uomo?!
In una settimana mi ha raccolto cinque euro di spiccetti per casa che di questi tempi buttali via..
Di recente mi toccava comprare la verdura al supermercato e sarà che per metà sono campagnola, sarà che il prezzo di alcune verdure raggiunge cifre per me impensabili ma rimpiangevo i bei vecchi tempi in cui era aperto il fruttarolo.
Ora sto fruttarolo giace chiuso e inerme da più di due anni. Prima il negozio l'ha aperto un ragazzo indiano che ad un certo punto voleva per forza darmi dei cd di musica indiana da ascoltare e portarmi ad una sorta di serata Bollywood o qualcosa del genere (ma purtroppo non so dirvi di più perchè chiaramente non ci sono mai andata) ma era carissimo, poi è passato nelle mani di due polacchi e non era male vendevano anche del vino sfuso che se lo prendevi di martedì ti sembrava meno spunto che di sabato, poi il nulla.
Saracinesca abbassata e cartello vendesi.
Poi qualche giorno fa la resurrezione del FRUTTAROLO, che come promozione dava tutto ad un euro, potete capire che l'ho mezzo svuotato, perciò in sti giorni vi beccherete un sacco di ricette con le verdure .
Detto questo passiamo alle cose serie, facevo la fila e una vecchietta ottantenne con una leggiadria imbarazzante, da dietro me la ritrovo davanti, io non sono la tipa che si incavola e sbraita quando le accadono cose del genere, del resto ero in vera ammirazione per la mossa e il savoir faire della signora.

Signora: " Che se ponno avè quelle noci?"
Fruttivendolo:" Certo signò"
Signora:" Ma semo sicuri che sò bone no?! "
Fruttivendolo:" Eh certo signò queste sò approvate dall'EFFEBBIAI  se nun sò bone ce le ridai!"
Signora: ( rivolta a me) " Vedi Chicca se fà semprebene a chiede nun te devi mai cosà de sta zitta"

:)



Ingredienti:

2 filetti di pangasio
farina di grano duro
sale iodato
chardonnay
olio evo
salsa di aceto balsamico

bietina fresca
tre pomodori
aglio
pangrattato grossolano
alloro
olio evo
peperoncino

Prendere i filetti passarli ben bene nel piatto con la farina di grano duro e il sale.
Pulire la bietina e preparare un soffritto di olio extra vergine d'oliva, peperoncino e aglio, tagliuzzare i pomodori e girare. Dopo  versarci la bietina, l'alloro e una tazzina d'acqua.
Soffriggere il pangrattato grossolano nella padella e aggiungerlo alla bietina a cottura ultimata, non deve esserci l'acqua e la verdura dev'essere bella insaporita.
Prendere il pesce e soffriggerlo in padella con una spruzzata di chardonnay .
Preparare il piatto, con una formina o un coppapasta  sistemare la bietina come composta avendo cura di lasciare lo spazio per il filetto e di spingere bene con la forchetta in modo che la verdura si compatti e mantenga la forma.
Togliere il pangasio impanato e sistemarlo nel piatto, cospargendo la salsa di aceto balsamico. 

giovedì 3 novembre 2011

Risvegli da incubo... ed il lavastorie ovvero vecchio lavaPANNI portato a nuova vita

Apro gli occhi.
L'esame.
zTcaSiMagatyhsdkzolasp!
Devo fare l'esame.
Guardo l'orologio.
La lancetta è sulle 4 e 30.
Non mi sono svegliata.
Mi scaravento giù dal letto, Frida viene catapultata sull'altra piazza e strilla.
Non capisco nulla.
Ho appuntamento tra mezz'ora.
Non ho ripetuto.
Ci vuole un'ora per arrivare in facoltà.
Non ho ripetuto.
Non ricordo nulla.
Mi vesto più veloce di wonder woman, senza però coroncina e microcostume patinato, sicuramente più incicciottita e  invece dello stacchetto musicale parte la ripetizione coatta e ossessiva delle 5 fasi della metodologia e il caso studio sul territorio.
Inforco jeans e la prima maglia che trovo buttata sulla sedia.
Infilo i libri in borsa, chiavi, cellulare.
Non ho ripetuto.
Metto su il cappotto ed esco alla velocità della luce.
Macino strada girando i fogli degli appunti, le 5 fasi della comunicazione integrata.
Arrivo sotto la metro.
E' chiusa.Attimi di panico.
Poi faccio mente locale.
E' notte, non pomeriggio.
L'esame l'ho fatto ieri. Sospiro.E' andato bene.
Torno a casa di corsa salutando l'omino del pane infarinato, che sul retro del forno fuma la sua pausa sigaretta, mentre mi guarda stupito.
"Certo che a volte riesco ad essere proprio un pò idiota" penso, mentre le guance vanno in fiamme.
Così  trovo Frida che pacifica dorme e io mi metto a dipingere il mio vecchio lavapanni per scaricare l'adrenalina che ancora mi scuote il corpo.
:D




Uso il lavastorie come mensolina di traverso alla vasca da bagno, è un'ottima mensolina salva ordine, funziona così:

vedi il LAVASTORIE e ti dispiace metterci tutte le boccette, boccettine e bordelli vari, così ti prendi la briga di riporli nell'armadietto adibito, mentre ti chiedi perchè diavolo ti sia venuto in mente di dipingerlo all'alba, funzionava tanto bene come mensolina SALVA DISORDINE!



PS: funziona anche se non lo si dipinge all'alba! :)

mercoledì 26 ottobre 2011

Ricetta antica di cotognata e frutta secca...piccoli tesori

Mia madre è salita nella grande città per fare ordine nella microcasetta di Babette. A colpi di ramazza, grembiule, sacchi della spazzatura da riempire, cartoni di tutte le dimensioni impilate, scarsa attitudine negoziale, con gesti autorevoli e movenze perentorie comincia a buttar giù l'armadio e fare ordine.
E' questione di metodo.
Il metodo è uno strumento che permette di dare principio e senso ad una situazione complessa.
Il metodo di mia madre è drastico: per fare ordine, bisogna fare una cernita. E' una questone di priorità e non sono ammessi piagnistei.
Così casa è diventata mucchietti di vestiti ormai smessi o mai usati da dare ai poveri. Due sacchi da monito rimangono in silenzio, severi vicino alla porta d'ingresso. Frida si è nascosta sopra la scrivania tra il vocabolario di italiano e quello d'inglese, probabilmente teme anche lei di fare la fine la mia bellissima borsa nera con il profilo di vernice ormai rovinata  passata nel mucchietto pro caritas.
Poi tra mucchi di stoffe e vestiti ritrovo una vecchia sottana nera rubacchiata tanto tempo fa  dal vecchio baule di mia nonna. 
Qualche piccolo tesoro alla fine ci scappa sempre, come aprire la posta e  trovare la mail del blog di Picetto in cui mi faceva notare che non avevo ancora postato la ricetta della famosa cotognata.

COTOGNATA



1kg di polpa di cotogne biologiche
700 gr di zucchero
frutta secca a piacere
cannella
un limone
Pulire le cotogne dal torsolo e dalle eventuali zone nere senza sbucciarli. Fare altrettanto con il limone. Cuocere le cotogne a pezzi e il limone  con pochissima acqua nella pentola a pressione.  Una volta cotta scolare e passare al mixer o al passatutto. Pesare la polpa e versare con il relativo zucchero nella pentola scelta per la  cottura. Lasciare a fuoco spento riposare per una mezzoretta. Quest'operazione serve a far uscire il liquido di cottura della polpa senza l'aggiunta dell'acqua. Mettere sul fuoco e cuocere rimestando di tanto in tanto, facendo ben attenzione che lo zucchero non si attacchi al fondo.
Intanto tritare grossolanamente la frutta secca e tenerla da parte. La cotognata è pronta quando il volume si è ridotto notevolmente, allora si spegne e si  versa la frutta tritata, si mescola il tutto assieme alla cannella e si vanno a riempire gli stampi.
NB: per essere sicuri che la cotognata sia densa bene quando si toglie dallo stampo uso questa tecnica utilizzo lo spargifiamma e  da quando inizia l'ebollizione  rimesto sempre  a fuoco vivace per una mezzoretta . Conservare le forme in luogo fresco e ventilato.

Per la conservazione:
Avvolgere i vari pezzi in carta oleata e tenerlo in luogo fresco non necessariamente in frigo.


Con questa ricetta partecipo al contest





consiglio di gustare i coccolosi pezzi di cotognata con un buon yogi tea d'arancia e cannella, ne ho ricevuto uno comprato a Castroni con la camomilla più coccolosa del mondo !

venerdì 21 ottobre 2011

Il mio blog è a impatto zero


Vorrei segnalarvi l'iniziativa IL MIO BLOG E' A IMPATTO ZERO di Dove Conviene, sito per sfogliare online i volantini delle catene commerciali. Parte  della loro mission è quindi ridurre gli sprechi di carta , salvare gli alberi e contribuire anche a piantarne di nuovi. Da questa volontà nasce la  partnership con iplantatree iniziativa ecologica tedesca che ha già realizzato opere di riforestazione in diverse aree. Al momento, il progetto di riforestazione attivo al quale Dove Conviene partecipa, assieme a quanti vorranno sostenere l'iniziativa con i propri blog  è dislocato a Göritz e gli alberi che vengono piantati sono querce. A Göritz, presso Coswig (regione di Saxony-Anhalt), è in corso un progetto abbastanza importante, con la piantagione di 27,000 alberi su 3,4 ettari. L'area è un terreno soggetto a forestazione per la prima volta e si trova sulla strada B107, sulla destra appena prima di arrivare appunto al piccolo villaggio di Göritz.

Più blogger partecipano meglio è:
L'iniziativa IL MIO BLOG E' CARBON NEUTRAL di Doveconviene.it si ripropone di
ridurre le emissioni di anidride carbonica. Per ogni blog che partecipa un albero piantato, per ogni albero piantato si riducve l'emissione di anidride carbonica per circa un cinquantennio. E' davvero interessante come iniziativa anche perchè DOVECONVIENE  nn solo trasforma i volantini di carta in digitali, risparmiando sul consumo e spreco di carta, ma va oltre, cerca di fare effettivamente qualcosa.
Salva gli alberi e ne pianta di nuovi.



Secondo il Dr. Alexander Wissner-Gross, attivista ambientale e fisico di Harvard, un sito web produce una media di circa 0,02 g di CO2 per ogni visita. Assumendo 15.000 pagine visite al mese, questo si traduce in 3,6 kg di CO2 l'anno. Questa produzione è legata soprattutto al funzionamento dei server.  La Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) calcola che un albero assorba ogni anno in media circa 10kg di CO2. Noi consideriamo prudentemente 5kg l'anno per ogni albero.

PERCIò MIEI CARI FOOD O NON FOOD BLOGGER RIMBOCCHIAMOCI LE MANI E PARTECIPIAMO NUMEROSI ALL'INIZIATIVA!

Appena letta la mail ero contentissima e ho subito pensato che nel post avrei potuto inserire qualche bella foto di alberi. Una volta scesa giù mi sono armata di macchina fotografica e pazienza e ho vagato raminga tra le campagne.
 Una quercia nel Capo di Leuca c'è, si trova nei pressi di Tricase, la quercia vallonea, ma nulla ha potuto rispetto  ai superbi e fieri ulivi secolari....

La terra è rossa per il sole che la riscalda e in primavera si colora di tocchi impressionisti, un tripudio di campanelle, papaveri, calendula e malva.
Passare tra gli uliveti accompagnati dal canto dei grilli in lontananza, non può non lasciare uno strascico di incanto dietro si sè, te lo porti appresso come un fazzoletto di seta andato perduto e trovato inavvertitamente nel taschino interno di una borsa.
Il vento ti accarezza i capelli, le fronde cantano come arpe e tutto sembra possibile, ogni tuo desiderio, percorre le nervature di tronco portandosi  addosso storie di secoli prima.
Echi di tempi lontani, di storie sussurrate all'orecchio, di vecchi briganti e di uomini giusti, di semine e raccolte e di momenti giusti per ogni cosa.
Rimangono tenui tracce sotto le scarpe impolverate di polvere di amaranto, si perdono dietro di te e pure ancora rimangono, come baci sull'asfalto, come promesse tra ragazzi.
Eppure per magia anche dopo un acquazzone li puoi ritrovare ,lì dove ti sono caduti ancora per giorni come fossero un'eternità.
Passi in silenzio davanti ad un esercito di antichi guerrieri.
Vedi qualcuno caduto per  il tempo e il maledetto vento di tramontana, lo vedi a terra ma in realtà si sta rialzando, si appoggia alla colonna in pietra per non perdere terreno.
Un altro, poco distante, ha il passo più veloce ed è già oltre il muretto a secco, pronto per saltare, con il volto però guarda i compagni  alle sue spalle.
Così ti capita di pensare ai turchi e ti chiedi se anche loro non tremassero passando tra le schiere di quest'esercito possente di corteccia e fronda argentea come capelli di luna.



Così non rimane che aspettare un attimo sotto la grande fronda, all'ombra di una città lontana, nel cuore di una campagna che sembra dipinta da Matisse, fermarsi un attimo per pensare..




PS: Gli ulivi  nelle foto sono stati tutti fotografati nelle campagne tra Barbarano del Capo, Morciano di leuca   e Torre Vado.

lunedì 17 ottobre 2011

Fagottini leggeri di pollo e salvia... questione di linea..

Stamattina mi sono alzata con un cinghiale sullo stomaco. E a chi se lo sta chiedendo, no non era Frida, lei pesa 1 Kg e 200 gr, lei.. e 30,00 € lasciate al veterinario belloccio vicino casa.
Sono giorni che spremo le mie belle e paffute meningi, ipotizzando un piano decente per perdere qualche chilo. L'altro giorno  dopo aver passato una sessione in camera  lunga 5 ore sul cosa indossare, mettendo sotto sopra l'armadio e farfugliando cose del tipo :"oggi sò proprio brutta, ma chi è quella che dallo specchio mi guarda, io non la conosco e per non sapere nè leggere nè scrivere mi dissocio, mamma è proprio brutta, manco il trucco può fare granchè" alla fine esco arrivando ad un compromesso con indosso un look il cui tema era "alla meno peggio". 
Sto per girare verso la metro e appoggiati alla ringhiera due anziani giocano concentratissimi a scacchi, due altri lì vicino, invece, discorrono di massimi sistemi e linee calcistiche. Passo in fretta, con i tacchi che segnano la mia presenza e che mi dicono che arrivata in stazione porobabilmente  imprecherò per l'idea malsana di non aver scelto le scarpe da ginnastica o piuttosto quelle basse stile piadina. Rovisto nella borsa alla ricerca del mio biglietto che si perde inesorabilmente tra carte e scartoffie e uno dei due anziani oratori mi si pianta davanti, impedendomi il passaggio  e fa ad alta voce: " Vedi sò queste le donne belle, quelle formose, non quelle che li si vedono le ossa!" .
Io sgrano gli occhi e dalle pupille escono due saette che lo disintegrano dopo averlo pietrificato, non sapevo se urlare o disperarmi, lui stupito e capendo il pericolo che si corre a dire ad una donna la cosa sbagliata nel momento sbagliato, fa un salto indietro e si nasconde dietro l'amico.
Scendo nella metro, mi specchio sulla porta a vetri che al mio passaggio si apre e penso sorridendo:" Povera grassoccia sconosciuta non ti preoccupare che qualcosa da fare la troviamo và.." 
Da questa triste esperienza nascono:
1. la ricetta FAGOTTINI LEGGERI DI POLLO E SALVIA
2. l'esigenza di istituire nel piano spesa mensile la voce in uscita  45,00 € per RECUPERO AUTOSTIMA in palestra ;)

FAGOTTINI LEGGERI DI POLLO E SALVIA



INGREDIENTI:

2 fette di fesa di pollo
3 cucchiai di pangrattato
sale marino iodato
6 o 7 foglie di salvia fresca
pepe nero
stecchini piccoli
carta da forno
(olio evo se si desidera)

La ricetta è velocissima. Si tagliano le fette di pollo a pezzettoni, si girano nel pangrattato da tutt'e due le parti, poi si mette al centro una foglia di salvia e si piegano le due estremità con lo stecchino. Si procede così per tutti i pezzi ricavati dalle due fette di fesa.
Si prende una teglia si sistema la carta da forno e si poggiano i fagottini, un pizzico di sale iodato sopra e pepe nero e si mette il forno al massimo. Una volta riscaldato la teglia  va nel comparto medio, in modo che non si bruci, soprattuttos e non si mette olio. La ricetta originale è senza l'utilizzo dell'olio, escono croccantissimi si può vedere in foto, se si desidera comunque lo si può mettere.

giovedì 13 ottobre 2011

Pesce tonnato..O TORNATO a seconda..

Chiedo venia a tutti, mi cospargo  il capo di cenere per la vergogna e un pizzico di imbarazzo per essermi assentata così a lungo, a dire il vero sia bussola che valep solevano fare la voce della coscienza del mio blog tramite faccialibro. 'Nzomma, non è proprio colpa mia, no, no è stata quella dannata invasione di cavallette a non avermi fatto aggiornare il mio blog.
Detto questo, ora sono qui.
Sono tornata da poco a Roma, mia sorella è convolata a nozze, io sono felice perchè ho la mia bella microcasetta tutta tutta per me a prova di nottate con amiche a parlare del più o del meno, di un buon calice di vino con in camera la voce di Billie Holiday che canta Summertime o Blue moon mentre la signora D. dal piano superiore scuote la testa, della mia gatta nera Frida che zompetta e mette nel caos quel poco che ordino ...
E' un ottobrata strana, il cielo di Roma riscalda e lusinga, si pensa a qualche corso nel tempo libero, si ricorda il mare e l'estate appena trascorsa leggendo un buon libro al parco qui vicino, ci si iscrive in palestra e ci si tuffa nell'amato pilates per scaricare nervi e muscoli contratti..
Mi sento un piccolo pesce to(R)nnato da un lungo viaggio che nuota in questa città colorata, felice quanto conviene, leggera forse, curiosa tanto..

PESCE TONNATO


Ingredienti:

6 patate a pasta gialla
sale marino
sottaceti
2 scatole di tonno sott'olio evo
pepe
salsa al salmone
patè di olive nere
capperi
olio evo
oliva nera
pangrattato
prezzemolo
aglio 1 spicchio

E' una ricetta freschissima. Lessare le patate, schiacciarle con lo schiacciapatate o chi ha come me una cucina a cui mancano i sette lamenti usare una forchetta, sarà pure poco chic ma il suo lavoro lo fa uguale.
Tagliuzzare i sottaceti, io ho usato le verdurine a julienne e la giardiniera, impastarli con le patate e il tonno, unire uno spicchio d'aglio a pezzetti piccoli e il prezzemolo tritato e i capperi. Se rimane troppo morbido aggiungere all'occorrenza del pangrattato, io lo faccio sempre. Impastare bene con olio extra vergine d'oliva.
Improvvisarsi artista e con spirito michelangiolesco riprodurre un pesce direttamente sul vassoio da portata, guarnirlo con uno strato di salsa al salmone venature di patè di olive nere, per la bocca una strisciolina di peperone sott'aceto a julienne e per occhio un'oliva nera.
E' uno di quei piatti che conviene fare il giorno prima per quello successivo, ha bisogno di rassettarsi in frigo, in modo tale che i profumi si leghino bene tra loro.
partecipo al contest di pane e olio:


venerdì 2 settembre 2011

Come prendere esempio dai cavalli di Ingrid in situazioni di pericolo

driin

Babette:"Pronto? Ingridddd ciaoooo...."
Ingrid": " Sei arrivata?"
Babette: " siii "
Ingrid: "Wunderbar!Andiamo al mare insieme"

Così mi preparo i miei due straccetti nella borsa da mare: maschera, pinne, asciugamano e un buon libro che so già che non leggerò ma me lo porto uguale, giusto per fargli assaporare un pò di salsedine marina e di odore di scoglio.

In perfetto orario arriva Ingrid con il suo fuoristrada scuro, passa a prendermi.  Ingrid è una tipa tosta, abita in campagna, con quattro cani trovatelli come vedette della sua tenuta che messi in fila fanno una simpatica scala colorata, un cavallo Astor meraviglioso ed una puledra dal pelo lucido e dal portamento elegante.

Scegliamo di aggranchiarci in un'insenatura di scogli dal profilo primordiale, tante calette e acque cristalline, banchi di pesci che riposano  stanchi dalle correnti, stelle marine e polpi che brucano alghe verdi smeraldo.

Ingrid si tuffa e in un secondo senza pinne arriva a circa una trentina di metri dalla riva. Io con la calma di chi è pigra, scendo in acqua piano, il mio primo fresco bagno. L'acqua è caldissima e il mare piatto. Una tavola.  Inforco la maschera, che non si appanna penso  che funziona bagnarsi prima collo , polsi e capelli. Mentre serafica sguazzo giocando con un polpo a riva, sento rompere il silenzio: " Tamaraaaaaaa vieni ti mostro una cosa bellissima".

Ingrid si diverte a cambiare il mio nome in Tamara, dai tempi del corso di tedesco. La raggiungo tutta contenta. Leui mi indica a pochi metri delle chiazze gialle iridescenti.

Meraviglia

Sto per avvicinarmi pensando siano pesci colorati, mi sento in un documentario di Piero Angela. Cinque in fila schierati come un esercito. Poi i miei occhi cominciano a vedere meglio, si strabuzzano, non sono pesci, no sono coloratissime e spettacolari e spaventosissime  e meduse. Mai viste così grandi, mai viste così belle. Mai viste così meduse.

..MEDUSE..

Lancio un urlo dal tubo della maschera, Ingrid guarda stupita la mia rocambolesca fuga, con una fiancata mi rigiro e con due o tre bracciate al cardiopalma arrivo a riva e tremante non mi muovo dalla mia asciugamano, ho le gambe che non la smettono di muoversi per la paura.

Ingrid nuota serafica tra quelle colorate presenze marine, dopo una mezzoretta torna e grondante di acqua salmastra e con uno splendido sorriso mi fa:

"Bellissime non trovi? Tamara..hai fatto come i miei cavalli : paura e corrono"

venerdì 19 agosto 2011

Collaborazione con WHAT YOU LOVE! Salento, viaggio tra pietre mare e tarante. What you love.

Basta poco per colorare un giorno triste e monotono, basta una mail che ti arriva inaspettatamente dal team di WYL ( http://www.whatyoulove.it/. Si tratta di un articolo che racconti di un viaggio, di un percorso, che profumi di avventura e sorpresa, di valigie cariche e pensieri lasciati per strada, delle tue passioni in movimento come recita la didascalia. Un'iniziativa frizzante, perchè non te l'aspetti e un team dinamico e giovane.
Nel giro di pochi secondi vado chiaramente in brodo di giuggiole, ho l'occasione di raccontare la mia terra, il Salento dalla terra rossa e dalle pietre bianche.
E le sorprese non sono finite mica qua, un bellissimo regalo coccoloso che mi aspetta tutto targato what you love! :)
Così una triste giornata grigia, passata sui libri a macinare capitoli per il mio esame a Settembre si colora di blu e di rosa, di cuoricini per la stanza, tutto firmato Best Western e bEST lOVER.
L'idea di un sito che raggruppi le esperienze di viaggio di noi blogger è fantastica, ti permette di osservare con gli occhi di altri, di ammirare piccoli particolari inediti, di assaporare sensazioni e pensieri, di condividere un'esperienza e ti pare che tutto sia un pò magico..del resto la parola comunicare deriva da communico che richiama l'esperienza del mettere in comune , condividere....

perciò ecco qui la mia collaborazione con what you love e la sua fantastica avventura e il mio articolo sulla terra delle tarante, cliccando sul logo best lover potrete leggere l'articolo , :).



ma che belle le nostre passioni in movimento!

mercoledì 17 agosto 2011

Ciambella al melone ...pensieri nella grande città deserta


Roma è deserta, sembra uno scenario da THE DAY AFTER, le strade larghe e solitarie, i balconi spogli, le vetrine addormentate dietro palpebre di saracinesche chiuse.
Il caldo è estenuante.
 L'allegra caciara di un mese fa si è dispersa tra ombrelloni colorati e gite fuori porta, neanche i rubicondi operai del cortile che lavoravano  in costume da bagno, da noi soprannominati  "i bronzi del quadraro" e che allietavano gli astanti con imprecazioni da manuale ci sono più. E' il primo anno questo che rimango a Roma, sembra tutto strano, la signora del secondo piano che ti svegliava cantando l'Aida dev'essere partita, al posto suo qualche gabbiano passando sopra il palazzo strilla che ha fame.
Chiudo gli occhi e penso al mare che mi aspetta e tornerò a Settembre e mi rincuora sapere che nel mio piccolo salento il bagno lo fai senza problemi fino ad Ottobre. Ebbene sì ogni tanto mi prendono queste prese di posizione ultra mature e un pochetto forse stupide " No mami non scendo così sto tranquilla e studio" e lei " ma no ma dai ma scusa ma vieni no? studi qui ..l'estate viene una volta sola"  che poi si che me le rivendico ma mi lasciano dentro un pò di nostalgia. Così tra una pagina ed una distrazione comincio a pensare al piccolo gozzo tra le onde, alle mie passeggiate tra gli uliveti, all'odore della campagna di mattina, al gracidare di qualche grillo, alla luna che ci puoi giocare, alle stelle marine e alle nuotate tra i banchi di pesci colorati e acqua cristallina..
Vabbè'  dai pulisco casa con un detersivo con fragranza marina ( che di mare non sa ) e faccio la ciambella alla frutta per coccolarmi un pò.
Detto tra noi la seconda opzione risulta molto più persuasiva della prima!



Ingredienti :

4 tazze di farina manitoba
2 uova
6 cucchiai di zucchero bianco
1 bustina di lievito
1 bicchiere di succo d'arancia rossa
2 cucchiai di succo di limone
70 gr di burro
4 fette di melone giallo
un mucchietto di ciliegie candite


In una terrina sistemare la farina manitoba con il lievito e stemperarla con il burro a temperatura ambiente con le mani, da un'altra parte battere l'uovo con lo zucchero finchè non si gonfia un poco e mischiare il tutto , lavorare bene con la frusta o con la forchetta e aggiungere il succo di frutta d'arancia e quello di limone .
Imburrare una teglia e versare la crema ottenuta avendo cura di posizionare i pezzettoni di frutta.
Ora, ad onor del vero come potete vedere dalla foto li ho spezzettati e messi dentro penso però che vengano meglio se le fette rimangono intere. La ciambella è ottima il melone al suo interno si scioglie diventando una crema di frutta una cosa che tira su il morale in un secondo. Non ho potuto fare foto migliori perchè è sparita in un secondo eheheh!

Con questa ricetta partecipo al contest  di Archcook





scade il 4 settembre!

ps: locale per il brunch?mmmmmhhhh fammi un pò pensare Giuda Ballerino direi ...le prugne caramellate alla malvasia puntinata sono da meditazione :)

giovedì 11 agosto 2011

Il Sacro Bosco di Bomarzo - Diario di viaggio

Agosto procede tranquillo, il mare lo vedo sempre più con il binocolo e qualche volta me lo sogno pure di notte, del resto sono indaffaratissima a girare pagine e pagine di libri per fare sto maledetto ultimo esame a Settembre. E' il mio primo anno a Roma da sola, nella piccola e microscopica casuccia. Fuori ogni mattina arrivano puntuali gli operai a lavorare l'esterno, la signora L. li grida contro  perchè bestemmiano e il panciuto e abbronzato le risponde malamente, Gennarino il cane di quello di sopra è depresso perchè gli hanno tolto l'aiuola dove fare i bisogni, Felice il vecchietto del palazzo accanto come una vedetta alle 9 in punto si siede sul tavolino del bar dei napoletani, quello a sinistra si sente un pò ct e un pò statista. Insomma tutto procede metodico. Inquilini che vanno e inquilini che vengono.
Per fortuna ogni tanto ti arriva la telefonata di qualcuno, la cara bussola che mi propone un'uscita fuori porta tanto per distrarmi un pò dallo studio coatto e passare una giornata insieme prima della sua partenza verso il mio meravoglioso mare.

Si decide all'unanimità per il Sacro Bosco di Bomarzo !

Si arriva a Bomarzo lasciandosi alle spalle distese immense di ettari di girasole, Roma lontana ci saluta e la Tuscia ci sussurra che la Toscana è a un tiro di schioppo.
Arriviamo a mattina inoltrata, con il sole bello alto che ci accarezza la pelle e un vivace venticello a scompigliarci capelli e vestiti.
Mangiamo al self service veloci e ci inoltriamo nella stradina che porta al bosco, dietro a noi un campetto attrezzato di giochi ospita bambine e mamme, qualche nonna che con la nuora gioca sull'altalena, qualche papà che legge placido il giornale sulla panchina e qualche altro che ne approfitta per fumarsi un sigaro all'ombra di un grande albero.

L'atmosfera è magica, si entra e ci si ritrova immersi in un bosco che offre sorprese e colpi d'occhio allo sguardo che di certo non se lo aspetta.
All'ingresso del parco ne avevo approfittato per comprare una piccola guida: Sacro Bosco Bomarzo a cura della Soc. Giardino di Bomarzo, al costo non esossimo di 8 euro. E' risultato utile per apprezzarne la storia e le statue, non sopporto  andare in un posto bellissimo e poi non capirne le sfumature, ti rimane una sensazione anche bella ma è destinata a perdersi col tempo perchè non la si riesce poi a contestualizzare nel territorio, probabilmente sta fissa mi è rimasta dal fatto che d'estate lavoricchio come guida turistica e ancora dopo anni mi emoziono a scoprire nuovi percorsi come se fosse il primo anno.


Il bosco nasce nel 1552 ad opera del Principe Orsini che lo volle erigere come dono alla moglie dedicandogli il Tempio che troverete a fine percorso. L'architetto fu Pirro Ligorio, lo stesso che dopo la morte di Michelangelo venne chiamato a lavorare a San Pietro.
"Attraverso questi alberi e queste pietre , gli artisti, i letterati ed i Poeti  di allora, come l'Annibal Caro, il Bitussi, il Cardinal Modruzzo vollero lasciare sul posto per esprimere la propria meraviglia epigrafi e versi".
Vi meraviglierete passando per il sentiero che attraversa il bosco davanti a statue monumentali che sembrano essere sorte dal terreno, immerse nel verde lussureggiante e fresco che racconta di passeggiate passate e di antichi passatempi.
Vi mozzerà il fiato scoprire, subito dopo  il teatro e  i due obelischi recitanti nel primo VICINO ORSINI MDLII e nell'altro SOL PER SFOGARE IL CORE,  la meravigliosa CASA PENDENTE, costruita sopra un masso inclinato e al di fuori incise le parole del Cardinale Madruzzo "QUIESCENDO ANIMUS FIT PRUDENTIOR ERGO"  ( che dovrebbe tradursi più o meno così "con il riposo lo spirito diventa più saggio").
A pochi passi più in là troverete, a far la guardia al grande cortile nella sua vasca con due delfini, il grande Nettuno, dio del mare.
E' spettacolare l'effetto d'insieme, il piccolo sentiero che conduce alla ninfa dormiente e il camminare tra le statue sentendosi piccoli e fragili.
Si ha l'impressione di essere stati  catapultati in una favola, la cui narrazione si svolge tra figure mitiche che diventano realtà, che risalgono sulla superficie terrestre nel silenzio e nell'ombra propria del bosco.
Qualche uccello canticchia su una fronda e il vento ne scompiglia le chiome, accompagnando il cammino dei viandanti con un'atmosfera di suoni fantastici.




Così, poco dopo ritroviamo Cerere seduta trionfante come una matrona romana.
Porta fiera il capo incoronato da un paniere e sulle spalle una ghirlanda di fanciulli che giocano vivaci tutt'intorno.
Cerere la grande nutrice di Roma, che osserva ciò che le accade intorno, da una culla di grandi vasi.
Ragion per cui, leggendo il libro, si valuta la possibilità che Ligorio l'architetto volle forse "ricreare il luogo magico cantato da Sannazar il piazzale delle mille e mille urne".
 Seguendo il percorso con la mappa in una mano e la macchina fotografica nell'altra si scorgiamo tra due cespugli il grande elefante e si ha subito l'idea che quello che si vede non è una statua ma una creatura reale  con la proboscide viva, di pietra bianca e liscia, che luccica al sole.


  Lo si vede spuntare sormontato da una torre mentre lotta con un legionario.
Sul collo una guida supina rimane a dargli moniti e coraggio.
Così, il pachiderma simbolo di saggezza ed eternità lotta strenuamente con il nemico più pericoloso che l'antica armata dovette vincere: Annibale che devastò il vicino Tempio di Ferronia e saccheggiò i tesori etruschi.
Si legge ancora che probabilmente Ligorio volle ricordare in questo modo che uno dei primi  giardini di piacere appartenne a Scipione l'Africano "inseparabile per gli uomini del XVI secolo dagli elefanti da guerra".
Al termine del percorso troverete un tempio dove rimane una lapide dedicata a ricordo di Tina Severi Bettini. E' grazie infatti, alla famiglia  Bettini che fu scoperto il bosco, avviato al restauro e salvato dalla caduta nell'oblìo.
Volutamente non ho inserito tutte le statue che incontrerete nel percorso, le più belle le scoprirete passo dopo passo e vi sentirete di nuovo bambini, vi sentirete con lo zainetto in spalla e forse una bussola nel taschino in procinto di partire per questa avventura al centro della terra tra creature visionarie e miti cristallizzati.

giovedì 4 agosto 2011

Spaghetti con fagiolini e tonno...quid pro quo

Ieri siamo andati ad un grazioso spettacolo di jazz in una delle meravigliose ville di Roma. Entrando dal grande cancello abbiamo visto saettare un piccolo animaletto peloso e Rossi che mi stava accanto con gli occhi sbrilluccicosi, mi si aggrappa al braccio e mi fa :
" Ma guarda che carinaaaaaa...una marmotta, Fa è lì la marmotta che tenera...".
Il piccolo pelosetto animale era chiaramente un topastro di campagna che a dire il vero era talmente tanto una palletta che mi sembrava uscito da qualche cartone animato, ecco tipo Ratatouille quello che faceva da assaggiatore. Così, sorridendo smorzo la cosa dicendo. "Bhè non credo sia una marmotta Rossi, del resto ci sono anche poche possibilità che sia uno scoiattolo vestito da topo".
Metà serata, com'è facile supporre finisce per avere come argomento di discussione le nostre avventure sui topi. La storia di A. ha la meglio su tutte. A. è fobico verso i topi, non riesce a starsene tranquillo se in casa c'è un topo. Fatto sta che un giorno nella sua graziosa casetta  romana al primo piano ne vede zampettare allegramente uno piccino piccino per il soggiorno. La sua reazione a quanto pare alla vicenda è stata fulminea : prima di aggranchiarsi per 9 ore sulla sedia nel soggiorno fa in tempo ad afferrare giornale e come arma contundente e cellulare.
Chiama prima i genitori che in quei giorni però sono in vacanza e che chiaramente non hanno la minima voglia di tornare per via di un topo.
Successivamente chiama la sorella che sta in Molise, che gli riferisce come sopra.
Così ad A. gli viene l'idea di chiamare i vigili del fuoco che la caserma sta lì a due passi, ma nel panico digita il 113 e balbettando dice alla centralinista
"C'è un topo sta nell'altra stanza..aiutatemi sono terrorizzato."
Dopo poco arriva la volante e i due poliziotti corrono da A. ormai madido di sudore nonstante sia Febbraio, vigile nel seguire i rapidi spostamenti dell'intruso.
"Dov'è?"
"E' lì nella stanza"
"Bene stia tranquillo si faccia indietro , ci pensiamo noi"
Così da film thriller si passò a tragicommedia quando i due poliziotti capirono che A li  aveva chiamati per un topastro e non per un topo d'appartamento. ..meravigliosi quid pro quo..


SPAGHETTI AI FAGIOLINI E TONNO



 
Spaghetti,
fagiolini puliti,
pomodori freschi,
cipolla,
aglio,
tonno naturale,
basilico,
sale iodato,
pepe nero macinato,
peperoncino,
olio extra vergine d'oliva

Lessare in abbondante acqua salata i fagiolini, quando sono già quasi cotti scolarne la maggior parte aiutandosi con il forchettone e metterli da parte. Nel frattempo preparare un soffritto in padella con olio extra vergine d'oliva, aglio, cipolla e un pizzico di peperoncino ( a vostro gradimento e abitudine). Una volta imbionditi aglio e cipolla spezzettare il pomodoro. Versate gli spaghetti utilizzando la stessa acqua di cottura dei fagiolini e aspettate che si cuociano.
Una volta che il sughetto si sarà un pò ritirato versateci il tonno e i capperi, mescolate piano aggiungendo un pò d'acqua o un cucchiaio di salsa se necessario e aggiungetevi i fagiolini scolati. A pasta pronta riservatevi un bicchiere di acqua della pasta e scolate bene tutto. Fate mantecare in padella a fiamma bassa aiutandovi con il bicchiere d'acqua di cottura. Servite con qualche foglia di basilico e pepe in tavola.

lunedì 1 agosto 2011

Zucchine grigliate del crudista...quando a cena ti ritrovi un crudista

G. è passato da carnivoro a vegetariano. Tutto nel giro di due mesi, due mesi da quando ha incontrato Taty la sua metà iraniana dai capelli neri come il carbone e dagli occhi di cioccolato. Era da un pò che non lo si vedeva in giro, così abbiamo organizzato una cenetta di rito nella mia piccola e colorata casuccia. Tutto bene, peccato che a mezz'ora dall'arrivo S. venuta ad aiutarmi nel  menù che prevedeva: insalatina di ceci, paella vegetariana e scaloppine di soia. decide di rispondere al cellulare. Era il caro  G. che voleva avvertirci che nel giro di due settimane lui e la cara Taty avevano sposato lo stile di vita del crudista perchè blabla bla bla.."Ci sono problemi?"
"Ma figurati .....esco un attimo a prendere la verdura nell'orto e in quattro e quattr'otto...!"
Ma quale orto che ormai sono le 20.15 e sto a Roma????

+++++ PANICO++++++++

Io crollo demoralizzata sulla sedia in un bagno totale di sudore, immersa dai fumi di vapore dei ceci bolliti che avevo preparato per girarli ad insalatina di aperitivo, S. sfoggia il suo migliore sorriso che voleva essere di speranza ma pareva piuttosto di amaro presagio. Niente panico, in fondo siamo studenti diamine, di quelli che quando la mela rinsecchisce la si mangia uguale magari cotta...mumble mumble mumble.. pensiamo cosa abbiamo all'attivo: 5 cazzotti ( tipici panetti romani), qualche zucchina, insalata, mango, olive verdi, carote. 
MENU "IT'S ARRANGIO TIME" bruschettine al volo piccanti, pomodori sott'olio, insalatona con mango e olive verdi e tadadadada:

ZUCCHINE GRIGLIATE DEL CRUDISTA


INGREDIENTI:

zucchine
mentuccia
olio evo
aceto
sale integrale
pepe verde
pepe nero macinato
aglio

Affettare le zucchine grossolanamente per lungo e passarle in una salamoia di olio evo, aceto e pepe macinato, poi scottarle in piastra bella bollente. Servirle con un battutto aglio, qualche lacrima di aceto,olio e pepe verde.

giovedì 28 luglio 2011

Involtini estivi di zucchina e cotto...il giallo della paletta riapparsa...

Mi scuso per essermi data alla macchia, ma ho passato dei giorni incasinatissimi, in cui il caldo fecondo di Roma certo non aiutava. A peggiorare di più le cose, ci si è messo  il giallo della paletta riapparsa che ha risucchiato i pochi neuroni che m'erano rimasti indenni da st'afa maledetta. 
 Ma andiamo subito al punto.
Abito in un piccolo quartiere a sud di Roma, periferico e gioviale, pieno di verde e di persone parecchio simpatiche. Il mio palazzo ultimamente è oggetto di lavori, la ditta sta ricostruendo tutto l'ambiente esterno per farlo un pò più figo e forse anche più sicuro. Anche se a dire il vero, penso che la prima abbia pesato più della seconda motivazione nella riunione del supercondominio, visto che abito a piano terra e i marciapiedi sono stati rialzati troppo, tanto che se prima uno per entrare in casa mia dalla finestra doveva quanto meno saltare, adesso basta che s'allunga.
Da buona studentessa pigra e poco reattiva nelle faccende domestiche, avevo comprato qualche anno fa una paletta di quelle col manico lungo, quelle grazie alle quali non ti devi piegare per raccogliere la sporcizia. Certo, c'avevo speso dei soldi in più e al malefico e perbenista uccellino che ogni tanto mi gracchia contro, ricordandomi le mie malefatte  gli avevo risposto  che quell'acquisto era dovuto ad una questione di salute e risultato dell'appassionante applicazione dell'ergonomia alla mia vita quotidiana.
Solitamente paletta e scopa le ripongo nell'intercapedine tra il mobile della cucina e la finestra che dà sul cortile, perchè sono essenzialmente troppo pigra per portarle fuori sotto al porticato. Fatto sta che giovedì scorso, la mia ergonomica paletta sparisce nel nulla.  Ora e dire che chi sta leggendo e conosce casa mia, sa che è un buco, piccola e tenera grotta in cui rifugiarsi, ma è davvero un buco, roba che se perdi un ago e non lo cerchi ti chiama lui, va a finire che ti salta addosso, ti si conficca tra i jeans o le scarpe, non si è mai perso nulla. Tranne la mia paletta.Chiedo anche a mio zio, che tra l'altro non pare preoccuparsi affatto della questione, occupato com'è a sistemare i bagagli in macchina per farsi una settimana al mare.
Così sola e senza paletta e Dio solo sa quanto per una donna sia importante una paletta, trascorro il grigio w.e. a cercare di ricordare se nel trantran di questi giorni per caso l'avessi gettata alla spazzatura. Che a ben vedere,  sostenere una cosa del genere avrebbe voluto anche ammettere la necessità di aprire le pagine gialle e trovare il nominativo di uno bravo da cui farmi analizzare.
Poi, il lunedì mattina ormai rassegnata a comprarmene un'altra, spalanco la finestra, come faccio ogni giorno, lascio solo la tendina in modo che l'aria si cambi, vado a rassettare in camera il letto e sistemo la moca del caffè da mettere sul fuoco.
E' giusto il tempo di un secondo, mi giro e recepisco una certa novità, proprio sotto la finestra campeggia la mia ergonomica paletta, con un biglietto appiccicato sopra che oscillando recita "GRAZIE".

INVOLTINI ESTIVI DI ZUCCHINA E COTTO


Ingredienti:
1 zucchina verde
1 conf. di philadelfia
2 etti di prociutto cotto
menta fresca tritata
stecchini
ceci in salamoia
olio evo
sale iodato
vino

Tagliare a fette la zucchina e passarla in un battuto di olio evo, vino e sale, poi metterla sulla piastra e farla cuocere un pò, non tantissimo come se si dovesse arrostire. Una volta freddate prendere una fetta e spalmare sopra un velo di philadelfia e un pizzico di menta fresca tritata, poi adagiare il prosciutto cotto e  arrotolare. Tenere fermo l'involtino con uno stecchino decorato con i ceci scolati.
La ricetta è freschissima!

con questa ricetta partecipo a:






giovedì 30 giugno 2011

Spaghetti saltati con gamberi e fiori di zucca....il cane mascherato

A volte quando vado a mare Anti mi segue e non c'è verso di farlo tornare a casa, sento le sue zampette dietro i miei passi correre veloci e appena mi volto nascondersi in qualche angusto anfratto. Tanto che a volte mi domando se è un cane o si crede un agente segreto, del resto il suo passaporto canino recita "setter inglese" per tacito accordo tra il mio cane e il suo veterinario, perchè in effetti sarebbe anche un pò breton per parte di padre, ma dire setter sembra faccia più figo.
Vi lascio immaginare la scena: io che ciabatto placida verso la spiaggetta e il mio cane che va di palo in palo, di cespuglio in cespuglio, ad un certo punto noto che dietro un sasso scodinzola una coda bianca, da morire dal ridere, lo sgrido urlando di tornare a casa, la coda si ferma congelata e scompare dietro al sasso.
Scendo per le scalette dietro al piccolo porticciolo, sono appena arrivata e ho racimolato qualche ora per un pò di sole e mare. Sguazzo, Anti non si vede. O meglio ha fatto una corsa in acqua e poi è scomparso. Sarà di ritorno a casa, penso, mi godo il sole e le onde che suonano a riva. Così sguazzo per un pò nell'acqua come una ranocchia contenta, è bello sentire il profumo di iodio che ti invade le narici e le sfumature cristalline sull'acqua trasparente. Mi alzo per uscire dall'acqua e faccio per prendere l'asciugamano, vedo un cane bellissimo, un setter irlandese galoppare felice dalla mia parte, me ne innamoro, il rosso del pelo riluce al sole è una meraviglia, si avvicina sempre di più, viene troppo dalla mia parte:
 ma che vuole 'sto cane????
Mi salta addosso facendomi le feste, io cado in acqua, mi rialzo a fatica e vedo che l'acqua si tinge di rosso.
Il pelo del cane si fa bianco pezzato color fegato: è Anti. Non faccio in tempo a sgridarlo che .vedo un signore correre inveendo contro il cane con una canna in mano, il mio cane s'era andata a rotolare nella campagna appena arata lì poco distante.. come una saetta arraffo borsa e asciugamani e insieme ad Anti scappiamo come pazzi, io ridendo e lui scodinzolando..
SPAGHETTI SALTATI CON GAMBERI E FIORI DI ZUCCA



INGREDIENTI:

200 gr spaghetti integrali
150 gr gamberi,
200 gr di fiori di zucca
aglio
cipolla
olio extravergine d'oliva
buccia di limone grattugiata
sale marino
pepe nero
brachetto invecchiato

Lessate gli spaghetti, io ho usato quelli integrali ma fa lo stesso. Nel frattempo sminuzzate i fiori di zucca, mettete una padella con dell'olio extravergine d'oliva, cipolla a fettine sottili e aglio sminuzzato fate soffriggere e versate i gamberi. Sfumate il tutto con una spruzzata di brachetto invecchiato e versate solo all'ultimo i fiori di zucca a pezzetti, aggiungete di sale marino e di pepe e smorzate. Scolate gli spaghetti pronti e mantecate a fuoco vivace con della buccia di limone grattugiata .

Con questa ricetta partecipo al contest di ABOUT FOOD in collaborazione con Cassandra.it  !




lunedì 27 giugno 2011

Pomodori ripieni d'estate...incontri molesti e premi graditi

Il treno l'ho preso sabato per venire in giù, tantissima gente assiepata tra i sedili, i bagagli non si sapeva più dove metterli: chi li aveva in grembo, chi ci si sedeva sopra, chi ci dormiva dentro.
Il mio posto era nei sedili  a quattro, quelli placidi e comodi che ti permettono di chiaccherare o leggere o lavorare al microcomputer serenamente. In verità, io m'ero preparata già tutto: libro di Hesse di cui ormai sto agli sgoccioli, I-pod, microcomputerino nella borsa e qualche libro.
 Negli altri due posti zia e nipote andavano in qualche città per passare una piacevole vacanza. La nipote R. gracchiava come un'aquila e martoriava la povera zia che per disperazione l'assecondava in tutto:
"Ma com'è bella la mia zietta"
"Grazie R"
"Peccato che hai tutta questa pelle grassa e copriti il seno non vedi che ce l hai enorme?"
 "..."
ecco insomma graziosi dialoghi del genere. Ora, capirete che Hesse ha dovuto aspettare il mio rientro a casa per essere sfogliato e anche il mio microcomputer e l'Ipod, che la forza dei decibel di quella voce squillante riusciva a sommergere qualsiasi mia altra attività. Mai  viaggio fu così lungo, eppure loro scendevano di là a due ore... 
"Dai su R siamo arrivati, il treno poi prosegue"
"Non mettermi fretta !!!! Ti ho detto di non mettermi fretta! Ti ho detto che le persone che mi mettono fretta mi fanno innervosire!"
"Su R. fai la brava che poi il treno prosegue in Puglia, non vorrai arrivare in Puglia?"
E io a denti stretti:
 " R. ha ragione zia .. fidati è meglio che ti sbrighi."..
altre tre ore così e potrei non rispondere delle mie azioni...:)
Per fortuna al mio arrivo trovo il mio bel premio ricevuto ONE LOVELY BLOG AWARDS 


da Liz delle Tortine- cupcakes blog .
Di rimando linko altri 15 blog  che reputo meravigliosamente lovely:


POMODORI AL RIPIENO D'ESTATE


Ingredienti:

pomodori rossi belli tondi
pangrattato
aglio
verdure in sott'olio
foglie di menta fresca
sale marino
olio extra vergine d'oliva
tonno al naturale
capperi

Tagliate i pomodori a metà nel senso di lunghezza, svuotateli e rovesciateli in uno scolapasta, in modo da farli scolare. Sminuzzate l'aglio in una terrina, aggiungete i sottoli e tagliateli fini fini, poi il tonno lavorandolo con la forchetta, capperi e pangrattato, Mischiate bene il tutto e spolverate di sale marino, aggiustate con olio extra vergine d'oliva e foglie sminuzzate di menta fresca. Riempite le barchette di pomodori e tenete in frigo. Servire freddi !

mercoledì 22 giugno 2011

Patate al forno arrabbiate...questione di aspettative...


Io bionda e liscia
e mia sorella

Mia madre da piccola  mi chiamava patata. Ora non mi sembra il caso di addentrarci sul motivo e le spiegazioni del caso, ad onor di cronaca bisogna dire che ero rotondetta e pacioccosa, come il caro tubero!
Correva l'anno 1987 anno di più o anno di meno e noi abitavamo ancora a Roma, ricordo che eravamo in cucina e io ero in braccio a mia mamma, era da giorni che si parlava di tagliare i capelli a me e mia sorella. Avevo i capelli di un angelo, biondi, lunghi, sottili e un poco mossi.
Immagino che probabilmente ero un poco recalcitrante a sottomettere i miei capelli ad uno con le forbici in mano.
Ricordo che mia mamma tirò fuori come asso dalla manica, una bella rivista patinata dove in copertina c'era una modella fantastica, con i capelli rossi corti corti e gli occhi azzurri e mi fa :
" Non è bella? Se vuoi mamma te li fa così i capelli"
" Si mamma si .. anch'io così, anch'io"
Il giorno dopo andammo dal parrucchiere. Ricordo la poltroncina di pelle soffice e i miei piedini che nuotavano nell'aria. Ricordo le forbici che sferruzzavano mie ciocche di capelli che cadevano a terra. Ricordo di aver chiuso gli occhi, perchè volevo avere l'effetto sorpresa di quando il parrucchiere avrebbe finito e mi sarei specchiata e avrei visto i miei capelli rossi e i miei nuovi occhi azzurri azzurri.
Quando li riapriì mi sentivo parte protagonista di una tragedia epica, lo specchio rifletteva l'immagine della solita vecchia patata con gli occhi nocciola e i capelli che sembravano quelli di un canarino sopravvissuto ad un maremoto. Per i pianti che mi feci allagai il quartiere, tutti pensarono fosse stata colpa delle piogge persistenti, in realtà io e la mia famiglia sapevamo la verità: ero stata io con i miei lacrimoni.
Ad onor del vero la magia la ebbi comunque :da angioletto con i capelli biondi lunghi e mossi mi sono ritrovata dopo pochi anni ad avere i capelli ricci ricci boccolosi e neri come il carbone!


PATATE AL FORNO ARRABBIATE

 

Ingredienti:
200 gr patate biologiche
olio evo
sale marino
rosmarino
pepe nero
conserva amara  salentina (l'harissa è molto simile)


Lavate bene le patate e tagliatele con tutta la buccia a spicchi, conviene prendere le più piccole e dividerle in quattro ma fatelo a regola d'occhio che viene meglio. Nella teglia coperta da carta da forno sistemate le patate già a spicchi e conditeli con: due cucchiaini di harissa se non avete la beneamata "cunserva mara", olio extra vergine d'oliva, sale marino, rosmarino, pepe nero macinato grossolanamente.
In forno a fuoco bello vivace  per circa una quindicina di minuti, il tempo varia a seconda delle patate e del forno. Fate prima a darci un occhio e quando le vedete belle scrocchiarelle sono pronte da mangiaree!
Ps: Conviene sempre ghirarle almeno una volta mentre cuociono, così prendono una cotturaq uniforme!


con questa ricetta partecipo al contest di 2 cuori in cucina:

giovedì 16 giugno 2011

Riso speziato del pirata...della Luna che arrossisce e di Olia il pirata suo custode

La notte il mare non dorme. In effetti, il mare non dorme mai, pare calmo o arrabbiato a seconda delle stelle. La notte passeggiando sul lungomare, l'acqua si colora di piccole luci come cristalli luminosi che si increspano a pelo d'acqua. Sono le lacrime della luna che sta per tramontare, si nasconde all'orizzonte, nell'ultima piega dell'onda che volge a Oriente. Un pirata è suo custode, ha i capelli del colore della terra battuta dal sole e gli occhi di mandorle amare, il suo nome è Olia e porta nella tasca scucita del suo gilet verderame un tintinnambulo a forma di stella. La luna vaga nel cielo cercando il sole, suo amato, ma sa che l'unico momento in cui potrà sentirne la presenza è all'alba al suo commiato. Un secondo prima di immergersi nell'ultima onda vedrà la sua luce e sentirà di appartergli ancora, saprà di averlo vicino. Sarà il secondo che dura un'eternità.Olia la segue nel suo vagare, badando che non scappi che non disobbedisca. Eppure la luna a volte scappa, nascosta dalle stelle e quando la si vede come ieri arrossire non è per la vergogna o l'imbarazzo, ma perchè in quel momento abbracciava il sole che intrepido era sgattaiolato fuori, coperto da due nuvole come mantello, dalla piccola apertura che Orione ha fatto con il suo arco.   Così quando Olia ieri ha fatto vibrare il suo sonaglio ad indicare l'ora del tramonto ha visto la luna sorridere e perle sull'acqua  segnare il cammino di una luna color rubino e si è stupito, mentre un coro di stelle sorrideva per il segreto incontro avvenuto quella notte.


RISO SPEZIATO DEL PIRATA



Ingredienti:

200 gr di riso dei tre continenti
1 petto di pollo
gamberetti sgusciati
metà trancio di persico
1 zucchina
2 carote
piselli verdi
vino
brodo vegetale
curry
1 patata
timo
cipolla
aglio
paprika
vino bianco
capperi
olio evo
sale marino

Nel wok o in una padella alta e anti aderente mettete un filo di olio evo e l'aglio mettete a rosolare prima il petto di pollo fatto a pezzetti e il timo, girate spruzzate di vino bianco e dopo qualche minuto togliete e ponetelo su un piatto.  Aggiungete aglio e prezzemolo e fate soffriggere sempre con vino bianco il persico a pezzetti e  i gamberi e togliete e mettete in un piatto.
Tagliate la cipolla finemente e aggiungete capperi e curry , zucchina a tocchetti e carote, quando si sono rosolate un pò aggiungete il riso dei tre continenti e fate saltare in padella. Io di curry ce ne metto parecchio al posto della paprika si può usare il peperoncino secco. Fate insaporire nella padella per qualche minuto e aggiungete poi i pezzi di carne e di pesce già rosolate, girate bene e aggiungete di brodo e salate. Continuate la cottura aggiungendo a mano a mano il brodo vegetale che vi necessita e se volete aggiungete di spezie,cuoce in una ventina di minuti.

domenica 12 giugno 2011

Barchette di limone e tonno....piccole tradizioni..

Il cielo di Roma continua ad essere capriccioso, ti prende in giro. La domenica è d'obbligo con le amiche andare al parco vicino casa, stendere i larghi foulard di lino colorati, quelli comprati a 7.00€ dalla baracchetta dell'indiano vicino al giornalaio, potarsi dietro qualche buon libro, chiudere dentro al cassetto i pensieri neri e godersi una giornata sotto il grande albero che solleticato dal vento disperde petali bianchi. Questa Domenica c'era il referendum di mezzo, allora abbiamo anticipato al sabato, ma il cielo della  fa le bizze, ti fa gli scherzi, ti solletica con caldi raggi di sole e poi scroscia l'acqua..
Quindi abbiamo ripiegato a casa. Sulla strada un fiumiciattolo di acqua piovana dava il benvenuto alle tre viandanti, scorreva senza fretta sui mattoncini grigi che un tempo penso siano stati bianchi.
Quando ero piccola e pioveva, mi sedevo sui tre scalini rossi dell'ingresso di casa sotto il grande arco e stavo lì rannicchiata ore ad osservare il fiume che si ingrandiva ad un passo da me. Poi la mia cara nonna veniva a prendermi e dalla grande tasca del grembiule blue mi porgeva la metà di un gheriglio di noce:"E' una barchetta che porta un desiderio".
La nostra piccola tradizione era quella di poggiare la barchetta con attenzione perchè non si rovesciasse ed esprimere il desiderio, vederla navigare placida e serena sul veloce corso di una speranza...


BARCHETTE DI LIMONE E TONNO


INGREDIENTI:2 limoni
capperi
prezzemolo
2 cucchiai di philadelfia light
1 scatola di tonno al naturale
4 cucchiai di ricotta
pepe nero
olive verdi
sale qb

Tagliare a metà i due limoni e lavorare con un coltello o con lo scavino l'interno in modo da pulirli per avere solo la buccia integra. Nel frattempo in una terrina tagliare a pezzetti il prezzemolo e le olive verdi sgusciate, aggiungere il tonno e i pepe, salare e mescolare bene con i cucchiai di ricotta e philadelfia, che chiaramente potrete aumentare o diminuire a seconda del gusto.
Riempire le barchette con la crema ricavata e decorare ciascuno con un'oliva verde. Far riposare in frigo e servire freddi .
Mangiandoli potete esprimere un desiderio!;) 
con questa ricetta partecipo a:





venerdì 10 giugno 2011

Quattro SI per dire NO...referendiamoci va....


Mio padre mi ha sempre detto che gli esami veri non sono quelli dell'università, gli esami reali su cui una persona si gioca davvero tanto, sono quelli che meno ti aspetti e cioè:

il riuscire a prendere il treno giusto, essere pronta a salire e scommettere su te stessa,

essere pronta a portare avanti un'idea se la si ritiene giusta,

essere pronta ad aiutare l'altro e difenderlo se lo si ritiene in pericolo o vittima di un'ingiustizia, questo anche se non lo si conosce e anche e soprattutto se non si hanno interessi nel farlo.

Mio padre mi ha insegnato una cosa importante che il territorio non ha santi in paradiso e non può difendersi, dobbiamo essere noi i suoi custodi e dobbiamo noi essere le sue sentinelle, noi abbiamo la possibilità di dargli voce, di tutelarlo, di difenderlo.

Domenica andrò a votare, perchè il mio voto è importante, com'è importante quello di tutti, perchè domenica avremo la possibilità di difenderlo il nostro territorio, avremo la possibilità di decidere il nostro futuro e non siamo chiamati noi a votare ma lo sono le nostre coscienze,
avremo la possibilità di scrivere SI per dire NO!

Referendiamoci va..



  

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...